mercoledì 29 maggio 2013

'Na scrittrice a zonzo pe' Roma


Nun ciò dormito stanotte...quanno che tengo tra le mano un libbro che me piace è come 'n porpo che me s'attorcija tuttattorno,m'avviluppa e nun me lassa più!
Mo' Roma me la so' fatta ariccontà da 'na piacentina tresteverizzata!
M'ha ariportato indietro co' l'anni...ar teatro d'avanguardia der 'settanta,alle lezzioni de recitazione,all'Accademia Silvio D'amico che allora stava in via Quattro Fontane e al suo Teatro in via Vittoria dove se svorgevano le prove d'ammissione,io portai Goldoni e Trilussa...
Sandra Petrignani me parla de Trestevere,de San Cosimato e ripenzo alla casa de mi nonna...all'urtimo piano de un palazzo de via Natale del Grande...arisento er sapore der bastoncino de liquirizzia che me comprava nonno Mario.
Me parla de Testaccio e me rivedo piccoletta a sede' su 'na seggioletta de paja inzieme a nonna Esterina che arivò a Roma da la Romagna. Er marito lavorava ai forni,così se diceva e i forni ereno la Società der Gas!
Sandra, te vojo ringrazzià' pe' st'artro libbro che m'hai donato...pe' st'aria "rugantina" c'ho respirato!

E per voi alcune immagini reperite sul web che raccontano una Roma che ho vissuto e non c'è più...
Ci parlano della gente di Trastevere immortalata da Bavaglioli e Gentilini e colta nelle proprie occupazioni giornaliere, nelle lenzuola bianche stese al sole e nelle chiacchiere delle vecchie trasteverine, nei giochi dei bambini e in quella che fu la mia prima nevicata...resa appassionatamente da una delle più belle canzoni dell'indimenticabile Califfo: La nevicata del 56.










...e questa sono io ai giardinetti di Testaccio, ve sto a fa' la linguaccia perchè quanno ce vo' ...ce vo'!
Con questa foto vi stringo tutte/i in un abbraccio circolare!!!!!!


giovedì 16 maggio 2013

martedì 7 maggio 2013

La scrittura di Maria

E adesso  concedetemi di darmi un po' di arie! Vi propongo un suggestivo articolo di una cara amica siciliana che condivide con me l'amore e l'interesse per le vicende umane e per l'opera, immensa, di luigi Pirandello. Maria, questo il nome, ha saputo descrivere e riassumere come solo Lei sa fare tutto ciò che più amo e che tracimo in questo mio blog per condividere con altri quello che non riesco a contenere dentro di me e che tracima tracima...ecco quello che scrive.




Rossella Falk
Rossella Falk
Sentito profondamente «il ricordo della grandissima signora del teatro italiano, Rossella Falk» – “Quegli occhi più occhi di così” – pubblicato da Silvia Montanari sul suo suggestivo blog “La Locandiera .
Un blog, quello di Silvia, dedicato alla Roma… si potrebbe dire “che non c’è più” – se non fosse che a respirarla profondamente la si percepisce, con nostalgia, nelle strade e tra le persone: malgrado spesso facciano di tutto per negligerla, per tradirla, per dimenticarla e dimenticarsi.
Dal blog "La Locandiera"

Non la smarrisce né si smarrisce Silvia, però: che con spirito fine e più raffinato – e un bagaglio di studi e sentire non indifferente, in specie, e non solo, sul Teatro e la sua storia – sa fare da ospite e da guida intellettuale nel difficile, non puntiforme, ‘momento di trapasso’: non è un caso, quel nome, “la locandiera”.
Siamo dunque condotti noi ospiti, dall’ospite e ispiratrice e guida e comes suscitati e accompagnati, nella sapiente, dosata evocazione del passato, tra fatti e atteggiamenti e avventure culturali e di costume, tra una cartolina e una fotografia, un diario di viaggio (di Dickens!) e un biglietto
Dal blog La locandiera

d’invito vergato a mano (di Eleonora Duse!), da una memoria (di Flaubert…) a una battuta al fulmicotone (di Petrolini), da una lettera di Ungaretti a una di Pasolini – e tanto altro – , a una lettera d’amore (…di due sconosciuti) in un’involontaria, così inedita, “macchina del tempo” (il Colosseo): macchina del tempo esso stesso, questo suo blog, fantastico, viaggio alla riscoperta dell’immaginario comune e in esso della storia della nostra cultura.
Ed ecco che dalle sue pagine rivive il Pirandello giovane studente ma già consapevole del ‘crollo’ sociopolitico che avrebbe infisso ne I vecchi e i giovani; la magia e l’allucinazione della [sua] «gioia di esserci», a Roma – ma al contempo la Roma acquasantiera e portacenere, nel non facile rapporto con la
Dal blog La locandiera

Città e l’Italia: di lui, “viaggiatore senza bagaglio” in Europa e nel mondo, che poi a Roma si spense insalutato. Ma, come dai suoi libri, traspira ancora dai libri suoi, del suo studio, che anch’esso ci si schiude nel blog.
Tra le pagine de La locandiera, emozionati viviamo con lui il primo incontro con la grande attrice Marta Abba -anch’ella negletta-;  e insieme con lei, con lui, compunti diamo l’ultimo saluto ad un’altra attrice, che di Pirandello fu sensibile, intelligente, profonda -insostituibile- interprete: Rossella Falk.
«Grazie, Rossella».
E… grazie, Silvia.



lunedì 6 maggio 2013

"Quegli occhi più occhi di così"

Non a tutti sarà noto che all'interno del palazzo attiguo alla sala del Teatro Eliseo erano nati gli appartamenti destinati ad ospitare gli artisti affinchè potessero condurre una vita la più dignitosa e confortevole possibile, una " Casa per gli attori", collegata da una scala interna al teatro.
Sappiamo dal ricordo di Tonino Cervi che all'attico abitava il padre, Gino.
 
 
 Gino Cervi in Ettore Fieramosca

Al terzo piano alloggiava Carlo Ninchi; più sotto Rina Morelli.   

       
In seguito l'attico di Gino Cervi venne occupato da Paolo Stoppa e qui interrompo la narrazione che riguarda le "Stanze del Teatro" e che potrei riprendere in seguito qualora fosse di un certo interesse per i miei lettori e vengo al punto di questo post che vuol essere un ricordo della grandissima signora del teatro italiano, Rossella Falk che divenne la nuova inquilina dell'attico di Stoppa e che qui visse fino alla fine.

Un giorno del '45 su uno sgangherato tram, Rossella Falzacappa incontrò Franco Giacobini in compagnia di un bel ragazzo, Giorgio, che apostrofò così quella stupenda ragazza:

" Perchè non vieni in Accademia? Sì, dai vieni: lì sono tutte racchie!"

 
Nacque così per un fortuito caso non solo la radiosa carriera di Rossella ma anche il germe di quella che sarebbe diventata la Compagnia dei Giovani poichè quel bel ragazzo era Giorgio de Lullo.


Con uno stacco cinematografico osserviamo ora quel che accadeva in un freddo stanzone di una pensione di piazza del Popolo dove un simpatico ragazzo napoletano, Peppino (Giuseppe Patroni Griffi) scriveva sceneggiature  su fogli di carta velina color verde acqua che all'occorrenza servivano per rollare le sigarette.
Patroni Griffi ricordò così l'incontro con Rossella:
" La vidi la prima volta che attraversava quella specie di velleitario giardinetto situato innanzi la palazzina dell'Accademia: i capelli lunghissimi, lisci, biondi, il passo falcato da dea, lo sguardo che si perdeva nell'immenso, davanti a lei.
Passò e restò questa immagine per me solo, fissa, in quel posto indimenticabile".
Gli spiegarono che quella era Rossella Falzacappa e che era brava.
L'immagine della Falk si trasformò ai suoi occhi in "una salamandra d'oro, quegli occhi più occhi di così, quella luminosa ragazza nordica resistente al sole di Roma".

Lo stanzone di piazza del Popolo era molto ben frequentato: Bice Valori, Paolo Panelli, Buazzelli, Manfredi, Sbragia ecc...

Fu il padre, severo colonnello,  a trovarle il nome d'arte. Una sera lasciò questo biglietto sotto la porta della figlia:
" Ho trovato il tuo nome: Falk. E' breve e suona straniero, il che non è male.
   Ti porterà fortuna, tanti baci.
    Papà".

Ecco, in poche parole l'esordio di una carriera lunghissima e costellata da grandi successi...
Grazie Rossella
                                       

lunedì 29 aprile 2013

La Duse a Pietralata

" Mi sarà caro se Ella vorrà intervenire all'inaugurazione della Libreria delle Attrici, che avrà luogo il 27 maggio 1914 alle ore 17 (cinque pomeridiane) in via Pietralata, 14"

                                                                                         Eleonora Duse                   


Così la grande attrice invitava con un elegante cartoncino all'inaugurazione di questa casa della cultura dedicata alle attrici esordienti, convinta come era che l'attore più di ogni altro artista ha bisogno di cultura per poter interpretare le esistenze più varie.
L'inaugurazione avvenne in un'atmosfera elegante e mondana tra entusiastici discorsi di rito.
La villetta che ospitava la Libreria e accoglieva la sua fondatrice quando soggiornava a Roma era parte di Villa Massimo sulla Nomentana in una via silenziosa e alberata.


La Libreria creata solamente coi mezzi propri dalla Duse era fornita dei libri dell'attrice, circa duemila che portavano nelle loro pagine annotazioni della stessa Eleonora e fiori usati come segnalibri.



La Tribuna ne descriveva così gli ambienti:

" Nella casa sono disposte piccole stanze chiare, luminose, che sembrano ignorare qualsiasi stagione che non sia la primavera. Tutto è disposto per la più completa tranquillità. I libri che qui vediamo ammassati in gran copia, saranno al più presto collocati nella libreria e offerti alle ospiti dalle mani delle signore che aiutano Eleonora Duse nella sua nobilissima impresa."

Ma, di lì a poco Eleonora annotava:

Agosto,24-sera...La guerra: nessuno più è solo, nessuno più si appartiene.

Termina così il sogno della Duse.