Sulla facciata di un palazzo secentesco al n° 47 di Largo Goldoni, una lapide ricorda al passante distratto e frettoloso che qui dimorò dal novembre 1758 al luglio 1759, il grande commediografo veneziano.
Egli aveva ricevuto una lettera da Roma, da parte di un' importante personalità della nobiltà romana impegnata a sostenere il teatro di Tordinona; questi chiedeva lavori per i propri attori ed invitava il Goldoni a dirigerli.
L'invito era allettante per il veneziano che non era mai stato a Roma ed accettò senz'altro.
Domandò informazioni sulla sala di Tordinona e sugli attori della Compagnia. Ma non ebbe chiarimenti in merito:" Si figuravano che arrivando a Roma avrei soffiato commedie come si soffiano bicchieri di vino; mi avvertirono soltanto di aver avuto cura di affittarmi un bell'appartamento nel miglior quartiere di Roma."
L'appartamento di cui era proprietario l'abate Pietro Poloni era composto di " quattro stanze con otto finestre affacciate sulla più bella via di Roma, detta il Corso, dove la gente si radunava per le corse dei cavalli barberi e per godere delle maschere in tempo di Carnevale."
Ed a questo proposito ecco il resoconto di quel carnevale del 1759 goduto dalle finestre affacciate sul Corso.
" In Italia l'apertura del carnevale si fa quasi dappertutto alla fine di dicembre o all'inizio di gennaio; a Roma questo tempo di allegria o di pazzia, caratterizzato dalle maschere, non comincia che nei giorni estremi, detti " grassi"; e la maschera non è tollerata che dalle due alle cinque del pomeriggio, al cadere della notte tutti devono mostrarsi a viso scoperto; si può dire che il carnevale a Roma non dura che ventiquattro ore, ma quel tempo è benissimo messo a profitto. Non si ha idea dello splendore e della magnificenza di quegli otto giorni: su tutta la lunghezza del Corso si vedono quattro file di carrozze riccamente ornate: le due laterali non sono che spettatrici delle altre due che passano in mezzo; una calca di maschere a piedi, e non è gente del popolo, corrono sui marciapiedi, cantano, fanno buffonate e lazzi assai saporiti, e buttano coriandoli a staia sulle carrozze che rispondono con non meno abbondanza: così che la sera si cammina su uno strato di farina zuccherata. In quei medesimi giorni e nello stesso posto si fa la corsa dei cavalli barberi, il cui vincitore ha come premio una pezza di tessuto d'oro o d'argento.
S'avvicina la fine del carnevale, e trascorriamo questi ultimi giorni di allegria in varie case, assai piacevolmente; arrivata la quaresima, si cambia scenario ma non ci si diverte di meno; dappertutto musica e tavoli da giuoco. Tutti i piaceri di cui avevo goduto a Roma fino allora non eran niente in paragone a quelli che provai nella Settimana Santa".
Goldoni lasciò la Capitale il 2 agosto del 1759
Silvia Montanari da la Rivista " Romanità"




Bentrovata Silvietta!! Come va A Roma dopo l'ultima nevicata? Qui da me la si vede col binocolo, sicuramente l'unica cosa che apprezzerei dell'inverno!!!!
RispondiEliminaCiao e grazie per tutte le notizie interessanti che ci regali.
Un bacio
Francy
Sempre notizie interessanti.
RispondiEliminaMandi
grazie per avermi insegnato qualche cosa di nuovo!
RispondiEliminaè bello venire a trovarti nel tuo blog... non sai quanta ignoranza mi porto dietro, ma la volgia di imparare c'è sempre Valeria dal blog un truciolo buona giornata
Mi piace condividere con voi i miei interssi,le mie passioni...spero solo di non essere troppo pesante!
RispondiEliminaUn bacio a tutte ma proprio tutte!