domenica 26 febbraio 2012

Un drammaturgo,un'attrice e una città!

Personaggi e interpreti:

Il drammaturgo    Luigi Pirandello
L'attrice                Marta Abba
La città                Roma

L'incontro tra i protagonisti di questa straordinaria storia d'amore e sodalizio artistico, avvenne nel marzo del 1925 a Roma. Marta aveva venticinque anni, il Maestro molti di più.
La giovane attrice si trovava per la prima volta nella Capitale  (lei era milanese); il suo capocomico Virgilio Talli aveva sempre lasciato la città fuori dal suo giro.
Era stato Marco Praga a segnalare la giovane attrice a Pirandello che avendo appena costituito il suo teatro d'Arte ne cercava la Prima Attrice.
Marta aveva dato prova del suo grande talento nell'interpretare con passione e sensibilità la parte di Nina nel "Gabbiano" di Cechov.
Dunque, la Compagnia di Pirandello era quel pomeriggio riunita per le prove al Teatro Odescalchi in via SS. Apostoli quando dal fondo della sala si fece avanti l'elegante figura di Marta Abba.
Pirandello si alzò per andarle incontro con uno scatto sorprendente per la sua età e le strinse la mano con grande energia. Mai avrebbe potuto immaginare cosa quell'incontro avrebbe significato per lui!


Marta aveva trovato alloggio in una stanza d'albergo dalla cui finestra lo sguardo poteva raccogliere in un unico abbraccio, tra il brillìo dei marmi,la solennità di Roma. Sotto, con i suoi giochi di luce sull'acqua, scorreva il Tevere.
L'attrice, libera dalle prove, amava passeggiare sul Lungotevere all'ombra dei secolari platani. Aveva grande interesse per le botteghe degli artigiani, amava fare lunghe camminate per poi rifocillarsi con un thè da Babington in Piazza di Spagna. Il pomeriggio poi si recava a teatro per le prove.


La commedia che si stava allestendo era "Nostra Dea" di Massimo Bontempelli che così descrisse l'attrice:"Questa bella e strana attrice recita in un modo del tutto personale e inusitato per il tempo, passeggiando concitatamente attraverso il palcoscenico come una belva in gabbia,rintanandosi in un angolo, spalle a una quinta, per far fronte all'antagonista, poi scatta come una molla, e ogni tanto si passa tra le fulve e scompigliate chiome una mano bianca in un gesto di disperazione che fa trasalire e afferra per i capelli anche lo spettatore che segue anelante l'azione,abbrancato ai braccioli della poltrona".







Così era Marta e Pirandello se ne innamorò a tal punto che lei divenne la sua unica ragione di vita e l'ispirazione della sua arte.

3 commenti:

  1. E io avrei voluto essere seduta in teatro a vedere...
    Con affetto...
    Silvia

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  2. Sembra di essere spettatori di un film. le tue parole incantano, così come le immagini.

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